C’era una volta

C’era una volta un C’era una volta che incontrò un Lieto fine , imbattuti l’uno nell’altro quasi per caso , si osservarono.. e salutarono con gentilezza ;
– vi conosco di fama naturalmente … – disse cordialmente Lieto Fine portando leggermente in avanti il capo – nulla in confronto alla vostra , questa vi precede – a queste parole Lieto sorrise ed inclinò il capo a destra – è Successo anche a te ?- .. C’era una volta per un momento non seppe con certezza cosa rispondere , rimase nel dubbio per un momento lungo e breve , che culminò con un’alzata di spalle ed uno sguardo pieno di curiosità .
Lieto fine , talmente lieto nel suo esistere , e così silenzioso nel suo andare , portò un piede in avanti , pronto a procedere sul suo percorso .. Ma qualcosa lo fermò , qualcosa fra polmoni e fegato , che formicolava .
Quindi si voltò , ancorò le gambe alla terra che avrebbe dovuto solo attraversare e gioiosamente , decise di aspettare C’era una Volta tutte le sere per riproporgli lo spettacolo di cui così raramente C’era una volta aveva sentito dire .
Quando venne stabilito il luogo dell’incontro si lasciarono . Mai , giornate più lunghe, erano state vissute da C’era una Volta ..mai giornate così lunghe brevi .
E quelle ore , sole caduto lune accese , non bastavano mai .
Il nostro C’era una Volta viveva ansioso l’attesa , felice di conoscere e raccontare quello che non aveva saputo mai .
Una notte , però , qualcosa lo fece sobbalzare .. un dolore acuto , lo rese folle . Paralizzato com’era si chiese cosa gli stesse capitando . Dopo un poco si riebbe , e , come di consueto da ormai giorni , si presentò all’appuntamento con Lieto Fine . Durante il tragitto , pensò di raccontare a Lieto di quel dolore e meditò ancora sull’accaduto. . Ma non appena lo vide sorrise , perchè Lieto sorrideva quando si incontravano . .. E C’era una Volta , annebbiato com’era da quel sorriso , lasciò che Lieto Fine rappresentasse ancora una volta lo spettacolo c’ormai C’era una volta conosceva a memoria , rapito l’ascoltò , mimando con le labbra le battute del compagno . – bravissimo come ogni sera ! – fece esultante C’era una volta non appena Lieto Fine scese dal palco .. ma questo non sembrava felice ,era ombroso come non l’avevan visto mai.
– è questo il problema . – asserì – problema ? – C’era una volta non capiva – si problema, “ogni sera” ! Ogni sera .. non capisci ? – a tratti acuta la sua voce non perdeva quella costante grave . – No , io no capisco Lieto , qual è il problema ? –
Lieto fine lo guardò .. si voltò ,
– dovrò andarmene .. – disse , e dopo si girò ancora a guardarlo . – lo so .. ma è un dovrai, non un devi –
un sorriso amaro attraversò i pensieri di Lieto Fine prima che dicesse : – ti è piaciuto lo spettacolo ? – C’era una volta confuso e sorpreso rispose : – .. ma certo – – anche a me – – e allora qual è..! – ma Lieto lo bloccò – cosa ti è piaciuto di più ? – – .. io ..non .. – – le luci , le ombre ? Come risolvevo i combattimenti o i baci forse ? No .. sicuramente l’AMORE ! – e rise come se fosse d’improvviso impazzito – mi stai spaventando Lieto – – .. lo so , e mi dispiace – adesso era tornato quello di sempre , ma non c’era più gioia in lui e questo C’era una volta poteva vederlo anche se gli dava le spalle. – Vorrei capire ma .. – – anch’io sai , tanto anch’io – dopo quelle parole mormorate e strane , senza voltarsi e salutarlo , testa china mani in tasca , se ne andò ..
C’era una volta si rigirò fra le coperte ore e ore , aveva raccontato storie complicate e storie semplici , vite e morti … eppure non avrebbe saputo raccontare quella sera . Sentiva ancora quel dolore , fra polmoni e fegato , ma adesso era sordo … quasi triste . Cosa voleva dire Lieto con quelle parole ? Perchè non gli era corso dietro per chiederlo ?
La sera seguente si presentò in anticipo , c’era ancora il sole …
Aspetta .aspetta .aspetta .aspetta non arriva .non viene .non arriverà .non viene .non arriva
Per la prima volta , C’era una volta , pianse per la SUA storia . Corse e cercò .. non riuscì a trovarlo . Quando due sere dopo tornò a casa aveva mani sporche e labbra stanche . Aperto il portoncino se lo ritrovò davanti Sentì le ginocchia cedere e poi la rabbia montare , gli gridò contro e lui L’abbracciò .. come una stalattite immoblile C’era una volta rimase . – ho sentito la tua mancanza – – e dovrei ringraziarti per questo ? – – no , e nemmeno io dovrei – rispose Lieto – cosa sta succedendo ? – chiese C’era una volta .. – succede che ho capito , e che non posso – Come se quelle parole avessero avuto un peso superiore a quello che avrebbe potuto sopportare, si incurvò . Abbracciati , rimasero in silenzio . – Lieto ? – – si – – mi fa male quì – indicandogli una fessura che si era aperta fra i polmoni – anche a me .. – – cos’è ? – – qualcosa che i finali e chi scrive le storie non hanno , un cuore – – .. perchè adesso noi l’abbiamo ? – – perchè abbiamo capito – A quel punto anche C’era una volta capì . – ma io l’ho capito solo adesso – – non è vero –
C’era una volta lo guardò negli occhi , poi annuì – possiamo ancora – – no – – perchè no ?- – Io .. io non posso,so come far finire una bella storia , non ne ho mai fatta cominciare una – – io si ! – – non basta – – la tua è paura – disse con rabbia C’era una volta – no , la mia è la realtà – C’era una volta rise – divertente detto da te Lieto fine , metà dell’universo pensa che tu non esista – – si sbaglia – – esatto , e anche tu stai sbagliando – – non sai come potrebbe andare – – ma tu si ! Tu scrivi i finali migliori per ogni storia , me l’hai mostrato tutte le notti – – è vero , te l’ho mostrato . E mi odio per questo , perché ti ho fatto conoscere qualcosa che non posso avere .. speravo che .. non lo so , però volevo che capissi che .. – – perché non puoi averlo ? – – l’attore non può vivere la storia che rappresenta , nè lo scittore quella che scrive ..o il regista quella che dirige.. non importa quanto lo desiderino –
Fermi , non ebbero il coraggio di allontanarsi l’uno dall’altro per molto tempo .. ma prima che la luce spuntasse nuovamente all’orizzonte Lieto Fine allentò la presa .
Da quel giorno , C’era una volta e Lieto Fine , non si rividero mai più . L’inizio da favola e la fine da Felicità non ebbero nè l’inizio nè la fine che desideravano . C’era una volta continuò a raccontare .. e Lieto fine si buttò a capofitto nel lavoro mandando a C’era una volta molti messaggi nascosti nei suoi finali Amari risvolti , personaggi dimenticati .. e mai più , un per sempre LIETO fine. .. Almeno non per tutti … Non per me .

c'era una voltaC’era una volta .

L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA

Pubblicato nel 1985 , scritto da Gabriel García Márquez .
Ci troviamo nel 1879 , Cartagena . Florentino Ariza è un ragazzo e lavora come telegrafista per Lotario Thurgot che lo incarica di consegnare un telegramma alla famiglia Daza . è lì che Florentino vede per la prima volta Fremina , la sua “Dea Incoronata” . è già Perdutamente innamorato , intraprende con lei un rapporto epistolare. Le sue lettere , profonde e appassionate ricevono risposte . Fremina sembra ricambiare i suoi sentimenti. Ma il padre di Fermina, Lorenzo Daza, scopre le loro lettere e li costringe ad interrompere la loro conoscenza . Sperando di trovare un partito migliore per la sua unica figlia, la manda a vivere con la cugina. Florentino è disperato . Sfoga nella poesia se stesso . Gli anni passano , ed il paese è messo in crisi dalla Guerra Civile e dal colera. Scenario in certi momenti soffocante, in altri grottesco. Amaro. Fermina fa ritorno a Cartagena , dove ritrova Florentino, cui toglie ogni speranza definendo il loro amore un’illusione. Gli anni depositatisi fra i due, come strati di polvere smorano la forza dei colori , ed il germoglio di quell’amore da adolescenti voraci viene calpestato senza rimorso da tempo e razionalità , che fanno ormai parte di Fermina ,e che la spingono inevitabilmente a vivere , ignorando ed Andando oltre al ricordo. Ma da quando esiste “la Dea Incoronata” , non sono più tempo e razionalità a muovere Florentino . Lui non smette mai di sperare. Attendere non è sbagliato , non è stupido e non è da ingenui , se anche lo fosse Florentino lo fa comunque . Cade a pezzi , sopravvivendo agli anni che scorrono via . L’attesa non viene vista come perdita di tempo ma come mezzo per arrivare al tempo , quasi per guadagnarselo . è un modo diverso di combattere per amore , ma lo è comunque . Tuttavia non mette la lotta prima di se stesso , ne prima di colei di cui è innamorato , perchè sa che questo lo renderà felice . Apparirebbe addirittura come un egoista , se dimenticassimo con quanta dedizione accetta di aspettare , di lasciare che Fermina viva la sua vita , mettendosi in daaparte , e se tralasciassimo che non avrebbe potuto fare altrimenti , non senza cancellarla dalla sua vita , (ma in quel caso non si sarebbe potuto parlare d’un sentimento autentico) Preferendo un’infelice serenità al macerante , puro, ardore. Intanto l’ambito scapolo e medico , Juvenal Urbino , comincia a corteggiare Fermina che , con il favore del padre , lo sposa . Mentre Fermina parte per una lunga luna di miele a Parigi, Florentino decide di aspettare la sua amata fino alla morte del marito . Sua madre cercherà di proteggerlo dal dolore che inevitabilmente costellerà la sua intera esistenza . Tenta di farlo Mandandolo lontano , a lavorare nella Compagnia gestita dallo zio, Don Leo. Su uno dei battelli della Compagnia Fluviale. Florentino durante un’apparentemente innocua passeggiata , viene trascinato da una sconosciuta in una cabina dove , in modo violento ed improvviso, perde la verginità finora conservata per la sua amata. Si sente colpevole , traditore.. Se lei razionalizza il passato , il tempo per lui non cicatrizza ne amplia ferite e ricordi . Florentino è capace di mantenere costante l’amore . Una forza che non s’infiacchisce. Ma c’è qualcosa di nuovo . Il personaggio di Florentino si evolve , e la sua sfera sessuale ne è il riflesso se non il propulsore stesso del cambiamento . IL suo sentimento per Fermina è straordinariamente sia fisico che platonico . Márquez riesce a rendendere in modo chiaro al lettore l’amore di Florentino , così passionale e così vivo , nonostante nel testo non compaia , praticamente sino alla fine , una vera fisicità fra i due protagonisti . La noncuranza di lei per l’importanza attribuita da Florentino ai ricordi del passato , arriva ad essere freddezza , una freddezza che sminuisce e rende ridicolo il sacrificio e l’attesa . E che scatena in colui che attende una disperazione maggiore di quella causata dalla mancanza stessa dell’amata . A questo punto la tristezza diventa una disperata ricerca di appagamento e Florentino intraprende brevi ,intense , relazioni o avventure , con davvero molte donne , Relazioni che senza essere “chirurgico” annoterà su un libretto. Ne annoterà centinaia . Si innamora di Olimpia , l’unica fra le molte amanti che riuscirà a fargli dimenticare , anche se solo per pochi attimi , Fermina . Ma Scoperti i suoi tradimenti , il marito la uccide . L’unica che rappresenta qualcosa più dell’amore che sfocia nella carne rimane F ermina , ma lo stesso protagonista non riduce mai l’unione a istinto , al contrario la rispetta e adora. Florentino ha un carattere malinconico ma paziente e testardo , messo a dura prova dalla finta indifferenza di Fermina . è Amante instancabile di mille donne e al contempo dell’unica.
“Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un casino.”
In seguito anche la madre di Florentino muore dopo una lunga malattia . Nel frattempo Fermina vive il matrimonio , mettendo al mondo dei figli e sopportando svariati tradimenti del marito . Una specie d’amore , all’interno di quella coppia, nascerà lentamente, col tempo. Contrastando il tedio , le liti …trovarono la stabilità.
“Avevano appena festeggiato le nozze d’oro e non sapevano passare neppure un istante l’una senza l’altro, o senza pensare l’una all’altro, e più rincrudiva la vecchiaia meno lo sapevano. Né lui né lei potevano dire se questa servitù reciproca si fondasse sull’amore o sulla comodità, ma non se l’erano mai domandato con la mano sul cuore, perché entrambi preferivano da sempre ignorare la risposta.”
Passano gli anni, Florentino prende le redini della Compagnia Fluviale lasciatagli dallo zio ed intraprende una scalata sociale all’interno di questa , allo scopo di sentirsi degno di meritare l’amore di Fermina Daza. Durante questi decenni ha un amante stabile , una studentessa molto più giovane di lui. Ma quando il marito di Fermina muore , Florentino si presenta a casa della donna, ormai settantaduenne, per rinnovare difronte a lei la sua promessa d’amore. Ma la donna lo caccia con violenza , sdegnata dall’indelicatezza di Florentino . Egli tuttavia non si perde d’animo, e come faceva un tempo , inizia a scrivere lettere appassionate alla donna. Dopo qualche mese , Nonostante il parere sfavorevole dei figli, Fermina decide di intraprendere nuovamente una corrispondenza con Florentino . Entrambi , ormai consapevoli , si concedono tempo . Tempo per chiarire , per parlare , capirsi . Per incontrarsi e conoscersi ancora . Il loro ci appare dunque un sentimento senza età , ma non immune al decadimento . Decadimento che nell’uomo può essere visibile durante l’invecchiamento , ma che troviamo potente e drammatico in qualcosa di decisamente più profondo .. e difficilmente epurabile. Riscoprono l’antica sintonia , e decidono di partire su uno dei battelli di Florentino , che egli aveva riservato appositamente solo per loro . Il desiderio , l’amore che per più di 51 anni era stato capace di aspettare , adesso , non aveva più motivo di attendere .
“… Poi lo guardò, e vide la sua padronanza invincibile, il suo amore impavido, e la turbò il sospetto che è la vita, più che la morte, a non avere limiti. “

L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA

Pubblicato nel 1985 , scritto da Gabriel García Márquez .                                                                                                     Nel 1982 venne insignito del premio Nobel per la letteratura.                                                                                                   Ci troviamo nel 1879 , Cartagena . Florentino Ariza è un ragazzo e lavora come telegrafista per Lotario Thurgot che lo incarica di consegnare un telegramma alla famiglia Daza . è lì che Florentino vede per la prima volta Fremina , la sua “Dea Incoronata” . è già Perdutamente innamorato , intraprende con lei un rapporto epistolare. Le sue lettere , profonde e appassionate ricevono risposte . Fremina sembra ricambiare i suoi sentimenti. Ma il padre di Fermina, Lorenzo Daza, scopre le loro lettere e li costringe ad interrompere la loro conoscenza . Sperando di trovare un partito migliore per la sua unica figlia, la manda a vivere con la cugina. Florentino è disperato . Sfoga nella poesia se stesso . Gli anni passano , ed il paese è messo in crisi dalla Guerra Civile e dal colera. Scenario in certi momenti soffocante, in altri grottesco. Amaro. Fermina fa ritorno a Cartagena , dove ritrova Florentino, cui toglie ogni speranza definendo il loro amore un’illusione. Gli anni depositatisi fra i due, come strati di polvere smorano la forza dei colori , ed il germoglio di quell’amore da adolescenti voraci viene calpestato senza rimorso da tempo e razionalità , che fanno ormai parte di Fermina ,e che la spingono inevitabilmente a vivere , ignorando ed Andando oltre al ricordo. Ma da quando esiste “la Dea Incoronata” , non sono più tempo e razionalità a muovere Florentino . Lui non smette mai di sperare. Attendere non è sbagliato , non è stupido e non è da ingenui , se anche lo fosse Florentino lo fa comunque . Cade a pezzi , sopravvivendo agli anni che scorrono via . L’attesa non viene vista come perdita di tempo ma come mezzo per arrivare al tempo , quasi per guadagnarselo . è un modo diverso di combattere per amore , ma lo è comunque . Tuttavia non mette la lotta prima di se stesso , ne prima di colei di cui è innamorato , perchè sa che questo lo renderà felice . Apparirebbe addirittura come un egoista , se dimenticassimo con quanta dedizione accetta di aspettare , di lasciare che Fermina viva la sua vita , mettendosi in daaparte , e se tralasciassimo che non avrebbe potuto fare altrimenti , non senza cancellarla dalla sua vita , (ma in quel caso non si sarebbe potuto parlare d’un sentimento autentico) Preferendo un’infelice serenità al macerante , puro, ardore. Intanto l’ambito scapolo e medico , Juvenal Urbino , comincia a corteggiare Fermina che , con il favore del padre , lo sposa . Mentre Fermina parte per una lunga luna di miele a Parigi, Florentino decide di aspettare la sua amata fino alla morte del marito . Sua madre cercherà di proteggerlo dal dolore che inevitabilmente costellerà la sua intera esistenza . Tenta di farlo Mandandolo lontano , a lavorare nella Compagnia gestita dallo zio, Don Leo. Su uno dei battelli della Compagnia Fluviale. Florentino durante un’apparentemente innocua passeggiata , viene trascinato da una sconosciuta in una cabina dove , in modo violento ed improvviso, perde la verginità finora conservata per la sua amata. Si sente colpevole , traditore.. Se lei razionalizza il passato , il tempo per lui non cicatrizza ne amplia ferite e ricordi . Florentino è capace di mantenere costante l’amore . Una forza che non s’infiacchisce. Ma c’è qualcosa di nuovo . Il personaggio di Florentino si evolve , e la sua sfera sessuale ne è il riflesso se non il propulsore stesso del cambiamento . IL suo sentimento per Fermina è straordinariamente sia fisico che platonico . Márquez riesce a rendendere in modo chiaro al lettore l’amore di Florentino , così passionale e così vivo , nonostante nel testo non compaia , praticamente sino alla fine , una vera fisicità fra i due protagonisti . La noncuranza di lei per l’importanza attribuita da Florentino ai ricordi del passato , arriva ad essere freddezza , una freddezza che sminuisce e rende ridicolo il sacrificio e l’attesa . E che scatena in colui che attende una disperazione maggiore di quella causata dalla mancanza stessa dell’amata . A questo punto la tristezza diventa una disperata ricerca di appagamento e Florentino intraprende brevi ,intense , relazioni o avventure , con davvero molte donne , Relazioni che senza essere “chirurgico” annoterà su un libretto. Ne annoterà centinaia . Si innamora di Olimpia , l’unica fra le molte amanti che riuscirà a fargli dimenticare , anche se solo per pochi attimi , Fermina . Ma Scoperti i suoi tradimenti , il marito la uccide . L’unica che rappresenta qualcosa più dell’amore che sfocia nella carne rimane F ermina , ma lo stesso protagonista non riduce mai l’unione a istinto , al contrario la rispetta e adora. Florentino ha un carattere malinconico ma paziente e testardo , messo a dura prova dalla finta indifferenza di Fermina . è Amante instancabile di mille donne e al contempo dell’unica.

“Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un casino.”
In seguito anche la madre di Florentino muore dopo una lunga malattia . Nel frattempo Fermina vive il matrimonio , mettendo al mondo dei figli e sopportando svariati tradimenti del marito . Una specie d’amore , all’interno di quella coppia, nascerà lentamente, col tempo. Contrastando il tedio , le liti …trovarono la stabilità.
“Avevano appena festeggiato le nozze d’oro e non sapevano passare neppure un istante l’una senza l’altro, o senza pensare l’una all’altro, e più rincrudiva la vecchiaia meno lo sapevano. Né lui né lei potevano dire se questa servitù reciproca si fondasse sull’amore o sulla comodità, ma non se l’erano mai domandato con la mano sul cuore, perché entrambi preferivano da sempre ignorare la risposta.”
Passano gli anni, Florentino prende le redini della Compagnia Fluviale lasciatagli dallo zio ed intraprende una scalata sociale all’interno di questa , allo scopo di sentirsi degno di meritare l’amore di Fermina Daza. Durante questi decenni ha un amante stabile , una studentessa molto più giovane di lui. Ma quando il marito di Fermina muore , Florentino si presenta a casa della donna, ormai settantaduenne, per rinnovare difronte a lei la sua promessa d’amore. Ma la donna lo caccia con violenza , sdegnata dall’indelicatezza di Florentino . Egli tuttavia non si perde d’animo, e come faceva un tempo , inizia a scrivere lettere appassionate alla donna. Dopo qualche mese , Nonostante il parere sfavorevole dei figli, Fermina decide di intraprendere nuovamente una corrispondenza con Florentino . Entrambi , ormai consapevoli , si concedono tempo . Tempo per chiarire , per parlare , capirsi . Per incontrarsi e conoscersi ancora . Il loro ci appare dunque un sentimento senza età , ma non immune al decadimento . Decadimento che nell’uomo può essere visibile durante l’invecchiamento , ma che troviamo potente e drammatico in qualcosa di decisamente più profondo .. e difficilmente epurabile. Riscoprono l’antica sintonia , e decidono di partire su uno dei battelli di Florentino , che egli aveva riservato appositamente solo per loro . Il desiderio , l’amore che per più di 51 anni era stato capace di aspettare , adesso , non aveva più motivo di attendere .
“… Poi lo guardò, e vide la sua padronanza invincibile, il suo amore impavido, e la turbò il sospetto che è la vita, più che la morte, a non avere limiti. “